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Report Digital Printing Forum 2016

Sala gremita per la 22esima edizione del Digital Printing Forum, dove vendor e aziende grafiche si sono riuniti per fare il punto sulle novità più significative emerse a drupa in termini di tecnologie e di trend.

Guarda qui le presentazioni della giornata

Enrico Barboglio, CEO di Stratego Group, ha presentato una serie di interessanti dati di InfoTrends. A drupa 2012 si diceva che la stampa era morta. Drupa 2016 ha dimostrato il contrario: la stampa offset ha registrato una crescita del 7%, la stampa digitale del 9% e il digital advertising del 15%.  Le aziende del digitale hanno avuto una presenza particolarmente significativa a drupa, anche in termine di superficie espositiva. È stata una drupa dalle molte sfaccettature: digitale, inkjet 3.0, B1 digitale, packaging digitale, nobilitazione degli stampati, produttività, digital workflow, hybrid printing, industry 4.0.

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La prima tavola rotonda ha visto la partecipazione di Marco Gaviglio di Luxoro, Davide Garavaglia di Pitney Bowes, Antonio Maiorano di HP, Giorgio Bavuso di Ricoh Italia, Andrea Basso di Fujifilm Italia e Maurizio Ronzoni di Canon Italia. Al centro del discorso innovazione tecnologica e vision.

Il digitale oggi non è più soltanto una tecnologia di stampa, ma una soluzione comprensiva di finishing, è stato il pensiero di Maiorano, a cui ha fatto eco Basso asserendo che la tecnologia digitale è ormai una certezza.

Una certezza con delle peculiarità specifiche, che gli consentono di convivere con gli altri strumenti di comunicazione in una sinergia prolifica per tutte le parti in causa, ha raccontato Ronzoni. Un pensiero condiviso anche da Bavuso, che ha ricordato come il claim usato per drupa “Open New Worlds”, voglia restituire una nuova visione, che trasforma il vendor da fornitore di tecnologia in consulente a 360 gradi.

Questo cambiamento è stato presentato anche da Garavaglia, che ha affermato che il cliente finale è pronto per mutare i processi produttivi, ma ha bisogno altresì di essere supportato da un fornitore che deve ampliare i servizi offerti. La chiusa a Gaviglio, che ha riportato il discorso sulle possibilità della stampa inkjet e sull’allargamento nelle opzioni di decorazione ad essa correlate.

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Emilio Albertini di Cosmografica Albertini, Giovanni Antonuzzo di Rotomail, Carlo Emanuele Bona di Vincenzo Bona, Joseph Marsanasco di Rotolito Lombarda e Claudio Rossi di Faenza Group sono stati i protagonisti della seconda tavola rotonda, moderata da Alessandro Beltrami, presidente di Taga Italia.

Ad aprirla è stato Rossi, che ha posto l’accento sul gap che si crea fra aziende grandi e aziende piccole per quanto riguarda le possibilità d’investimento, in quanto per ogni tipologia di prodotto servirebbe una tecnologia diversa. A tale proposito, l’edizione 2016 di drupa è stata molto rilevante, come ha spiegato Bona: quest’anno i vendor hanno avuto un approccio diverso, spiegando non solo come funziona una certa tecnologia, ma concentrandosi soprattutto sulle sue possibilità applicative. Un’evoluzione che è stata sottolineata anche da Marsanasco. Un altro aspetto emerso dalla tavola rotonda è l’importanza di investire in un sistema gestionale, che stia a monte della stampa vera e propria. Spesso, il cambiamento passa da qui. Antonuzzo ha però sottolineato come questa necessità leghi a filo doppio gli stampatori ai fornitori di queste soluzioni, quasi sempre a base cloud, che possono diventare una minaccia. Albertini, la cui azienda non usa alcun sistema digitale, ha riportato il discorso sul fatto che, ad oggi, fra i produttori di packaging, lo scetticismo verso il digitale è legato a un problema di costi, che per questa tecnologia non sono ancora noti, e a uno scarso interesse per la customizzazione da parte dei clienti finali. In ogni caso, la differenza qualitativa fra offset e digitale – nonostante i grandi passi in avanti ricordati da Marsanasco – continua a essere il principale problema: il raggiungimento dei colori Pantone è difficoltoso e i processi di finitura digitale non sono all’altezza di quelli tradizionali.

Dopo il pranzo e il networking, i lavori sono ricominciati con due sessioni parallele, una dedicata a editoria, comunicazione e multicanalità, l’altra a packaging e labelling.

Ad aprire la prima sessione è stata Luana Porfido di Fujifilm, che ha parlato dei “trend in motion” e ha presentato due case di successo (Faservice e CEWE) che, grazie alla tecnologia di Jet Press 720S, hanno potuto entrare in nuovi mercati e ampliare la gamma di servizi offerti.

Ha poi preso la parola Giacomo Ariboni di Pitney Bowes, che ha presentato una carrellata delle novità mostrate a drupa: dalle soluzioni software per l’ottimizzazione Clarity Solutions al sistema inkjet roll to cutsheet Accelejet, passando per la versione evoluta del sistema di imbustamento Epic e i sistemi inkjet ComColor X1, commercializzate grazie a un accordo con RISO.

Alessandro Mambretti di Ricoh Italia ha illustrato il posizionamento di Ricoh in un mercato, quello del production, in cui Il produttore è entrato nel 2008. Il claim Open New Worlds si è esemplificato nell’introduzione come quinto colore del fluo sulle macchine elettrofotografiche, nell’utilizzo del Latex large format per applicazioni creative e innovative e nella decisione di puntare sulle soluzioni di workflow.

Riccardo Porro di Canon Italia ha spiegato il leitmotiv #UNLEASHPRINT presentato a drupa, che sta alla base la trasformazione dei modelli di business legati alla stampa. Sullo stand di più di 3.000 mq Canon ha esplorato nuovi campi come la stampa 3D, la stampa funzionale, la multicanalità e il packaging. Tra gli esempi di applicazioni reali prodotte sullo stand, la rivista tedesca Deutscher Drucker che è stata stampata in digitale a su una JetStream 2400.

A chiudere la sessione Federico Zucchetti di HP, che ha spiegato l'evoluzione dell’azienda negli ultimi 4 anni, in cui si è passati dalla stampa di servizio alla stampa di produzione e in cui sono state realizzate circa 350 installazioni al mondo. L'Italia fa la parte del leone con 19 installazioni di HP Indigo 10000 (che producono il 70% dei volumi Indigo in tutta Italia). In drupa sono state presentate varie novità tecnologiche. Sul fronte Indigo è stata presentata l'HDLA (High Definition Laser Array) per una resa qualitativa molto elevata. La possibilità di stampare su una più vasta gamma di materiali è diventata realtà grazie all’introduzione della HP Indigo 12000, regina dello stand per numero di unità vendute durante la fiera. Lanciata anche la nuova HP Indigo 50000 e presentato il nuovo sistema operativo PrintOS.

Nella sessione sul packaging & labelling è intervenuto per primo Roberto Sofia di HP, che ha indicato le grandi aree su cui si indirizzano gli investimenti in innovazione della multinazionale: l’inkjet (HP non è solo elettroink); il laser; la riproduzione del colore che, come noto, in ambito digitale rappresenta ancora una fragilità; le nuove applicazioni, da servire con soluzioni ad hoc. Su tutti questi aspetti ha mostrato i nuovi traguardi raggiunti in HP, incarnati nelle nuove macchine da bobina e da foglio, fra cui HP Indigo 8000 narrow web, da 80 m/min. In fiera, ha ricordato Sofia, HP ha mostrato anche i nuovi inchiostri fluorescenti e non, e un bianco opaco di grande coprenza, insieme all’innovativo sistema Pack Ready, basato su un laminato brevettato, per la realizzazione e saldatura di packaging flessibile, senza primerizzazione, ad alta velocità e qualità.

Xeikon, con Marco Avanzi, ha accennato all’ibridazione come concetto-guida della ricerca nei prossimi anni, con sbocchi sia nel labeling sia nel cartoncino teso, e all’attenzione prestata alle soluzioni anticontraffazione. Si parla qui di Fusion come combinazione delle diverse tecnologie maturate in azienda, che mira a realizzare, one pass e con un’unica piattaforma software, tutti i passaggi della lavorazione, nobilitazione compresa. Intuibili i vantaggi, anche a livello di riduzione di costi e tempi di avviamento, amichevolezza dell’interfaccia con l’utente, e completezza del flusso. Le macchine saranno sul mercato per il prossimo Labelexpo Europe.

NTG Digital ha visto in campo Ignazio Binetti che, con l’aiuto di efficaci strumenti audiovisuali, ha mostrato qualche esempio di stampa 3D. Una tecnologia che esiste da molto tempo, ha precisato il manager, ma da poco considerata nelle arti grafiche. Le applicazioni in campo comunicazionale sono moltissime – in atto e potenziali – tutte di sicuro effetto. Il fornitore di tecnologia rappresentato da NTG, l’israeliana Massivit, ha raggiunto nuovi traguardi di efficacia e velocità: 35 cm/h in media, raddoppiabile impiegando due teste di stampa che possono lavorare anche indipendentemente l’una dall’altra.

Da ultimo, Marco Gaviglio di Luxoro – il rappresentate italiano di Kurz, ha stupito il pubblico mostrando campioni di stampa ottenuti sulle stazioni di trasferimento del foil della serie DM Liner. Straordinario, sopra tutti, l’effetto 3D ottenuto stampando in due dimensioni con le tecniche adeguate i Digital Metal foil della casa.

La chiusa della giornata è stata affidata a Fausto Ceolini, che ha presentato brevemente il concetto di industry 4.0 e di un settore industriale sempre interconnesso e le possibilità che questo rappresenta per un paese come l’Italia dove la capacità di fare le cose per bene di certo non manca.

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